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Psilocibina/Psilocina

La psilocibina è un composto psichedelico di origine naturale, presente in diverse specie di funghi.
Dal punto di vista farmacologico, la psilocibina è un profarmaco: una volta assunta viene rapidamente convertita in psilocina, il composto attivo responsabile degli effetti psichedelici attraverso l’azione sui recettori serotoninergici.

Meccanismo d'azione

La psilocina agisce primariamente come agonista parziale dei recettori serotoninergici 5-HT₂A, con affinità significativa anche per i sottotipi 5-HT₁A, 5-HT₁B, 5-HT₁D e 5-HT₂C. L'attivazione dei recettori 5-HT₂A nella corteccia prefrontale e in altre regioni corticali è considerata il meccanismo principale degli effetti psichedelici.
A livello di network cerebrali, studi di neuroimaging funzionale hanno documentato una diminuzione dell'attività nella default mode network (DMN), la rete coinvolta nel pensiero auto-referenziale e nella ruminazione. Questa disattivazione si accompagna a un aumento della connettività tra regioni cerebrali normalmente segregate, risultando in pattern di comunicazione neuronale più "entropici" e meno gerarchici.
Gli effetti acuti includono alterazioni percettive, modificazioni dell'esperienza temporale, cambiamenti nell'umore e nel pensiero, e in dosi sufficientemente elevate, esperienze mistiche o di dissoluzione dell'ego. La durata degli effetti è generalmente di 4-6 ore.
Sul piano molecolare, l'attivazione dei recettori 5-HT₂A innesca cascate intracellulari che promuovono la plasticità sinaptica attraverso l'espressione di fattori neurotrofici (come BDNF) e la riorganizzazione dendritica. Questa proprietà "psicoplastogenica" è al centro dell'interesse terapeutico per gli effetti a lungo termine.